Ciao a tutti. Il mio nome è AMASSOKA Deschanel, ho 20 anni, sono un camerunese che vive in Camerun. Mi sono impegnato come volontario scolopio a lavorare in collaborazione con le Scuole Pie.

Le Scuole Pie del mondo hanno creato incarichi di lavoro che durano un anno. Questi incarichi di lavoro sono ciò che viene chiamato il Sinodo scolopico dei giovani. Pertanto, il Sinodo scolopico nel mio paese è iniziato a settembre 2017 ed è stato chiuso a fine luglio – inizio di agosto 2018 (in particolare dal 30 luglio al 2 agosto), durante il Meeting continentale dell’Africa. L’incontro a cui ho partecipato è stato un incontro veramente nuovo per me, un incontro pieno di entusiasmo, di lavoro e di convivenza con altri Scolopi del continente africano. E’ stata una buona cosa, perché ho potuto scoprire, condividere esperienze uniche e indimenticabili con i miei fratelli africani scolopi come me.

La lettera inviata dal Padre Generale è una lettera indirizzata a tutti in generale e ai giovani in particolare. Questa lettera mi ha dato una nuova esperienza dell’evangelizzazione del mio prossimo perché vi è scritto che ai giovani non interessa la fede in Gesù Cristo e nella Chiesa. Non possono più discernere il bene dal male; e ciò ha spinto il Padre Generale a rivolgersi ai giovani scolopi come me, per incoraggiarci sulla strada che abbiamo intrapreso e darci gli strumenti necessari per aiutare gli altri a seguire la via di Cristo perché secondo lui:« Il  modo migliore di evangelizzare un giovane e invitare un altro a evangelizzarlo. »

Attraverso questa citazione, crede e spera che le giovani generazioni trasformino le Scuole Pie educando i loro simili, sviluppando le Scuole Pie attraverso le parole e le azioni.

Stando così le cose, il tema di questo incontro è stato “i giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. È stato intorno a questo che le nostre riflessioni si sono concentrate in questo periodo predefinito. Con i diversi centri di lavoro, possiamo disegnare come idee principali:

  • La perdita e la mancanza di fede proveniente dai giovani
  • Mancanza di discernimento da parte dei giovani
  • L’indifferenza verso la vocazione proveniente da alcuni padri scolopi
  • La perdita di fiducia dei giovani nella Chiesa e nelle società

Ecco in poche righe le idee principali che potrei trarre da questo incontro continentale. Posso dire che il lavoro è stato apprezzato soprattutto in gruppo perché lavorando con altre persone, per esempio dell’EPAO (provincia dell’Africa Occidentale), abbiamo visto che le buone idee convergevano tutte verso lo stesso obiettivo, e così siamo stati in grado di scoprire noi stessi e anche osservare gli stessi problemi. Ognuno ha la propria idea su una determinata cosa e mettendo insieme le idee, siamo stati in grado di far nascere qualcosa di grandioso da questo incontro. Questo lavoro di gruppo mi ha portato nuove idee su come risolvere alcuni dei problemi che altre persone hanno vissuto, attraverso la loro esperienza e forse usando il loro metodo, o il mio partendo dal loro ragionamento.

Abbiamo lavorato su un punto importante emerso dal tema del sinodo e che noi giovani abbiamo e viviamo sempre meno: la fede. La fede sta per scomparire completamente perché rari sono i giovani che hanno ancora in mente che c’è un salvatore che è morto per i loro peccati: GESÙ CRISTO. A partire da questa costatazione, dopo lunghe riflessioni e ore di duro lavoro, abbiamo trovato nuovi modi per educare i giovani nella loro fede e cioè:

  • La paternità spirituale, un vantaggio nell’accompagnamento dei giovani
  • L’accoglienza e l’evangelizzazione dei giovani nella Chiesa
  • Il coinvolgimento dei giovani nell’evangelizzazione dei loro simili
  • L’accettazione dei poveri nelle nostre società attraverso la condivisione di parole, la carità di beni e altro
  • L’apertura e l’offerta di servizi ai giovani dimostrando loro che il talento è uno strumento necessario per creare piattaforme di espressione dei talenti

Questo sinodo mi ha aiutato a capire meglio le sofferenze dei miei compagni, specialmente dopo la visita al “Restaurant du Cœur”, questa piccola congregazione che si prende cura dei bambini di strada e che li segue sia nella vita quotidiana che nella vita religiosa. Fu attraverso questa esperienza che potei toccare il dolore degli altri e dedicarmi ad aiutare sempre il prossimo con l’aiuto dell’Altissimo. Vi ringrazio.

Amassoka Deschanel (Provincia Africa Centrale, Camerun)

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